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ESPERIENZA ZERO

Il mercato del lavoro per i giovani senza esperienza è diventato un luogo da incubo.
Un po’ come la stanza 106 del Dream Motel, per un giovane (soprattutto neo laureato) è più facile trovare ricordi e giocattoli, piuttosto che offerte di lavoro. E proprio parlando di giocattoli, le poche offerte di lavoro hanno la stessa serietà delle attrazioni del paese dei Balocchi (giusto per passare da Max Pezzali a Pinocchio) e, di conseguenza, anche lo stesso risultato.

Non è illogico pensare che, più che lavoratori, i datori vedano nei giovani senza esperienza della bassa manovalanza o peggio ancora dei clienti.
Come le compagnie assicurative, le compagnie telefoniche e chiunque prometta risultati basati sul numero dei contratti conclusi, che illudono i lavoratori con statistiche capziose ed avanzamenti meritocratici. Dirigenti con contratti a tempo indeterminato e stipendio fisso guadagnano appunto pagando i lavoratori a cottimo, quindi senza ferie e malattie retribuite e soprattutto senza garanzie di reddito, ed addirittura lucrando sul numero di contratti che i loro sottoposti sono in grado di concludere.

Non va meglio agli stagisti. Illusi di poter avere una formazione, spesso si ritrovano a dover sopportare mansioni noiose e che richiedono molte ore di lavoro. Al trattamento inadeguato da parte dei superiori si aggiunge il mobbing dei colleghi più anziani che, pur a parità di formazione e competenze, si atteggiano a senatori, forti della loro posizione contrattuale più garantita.
Addio solidarietà tra lavoratori…

Eppure un titolo di studio non significa esperienza zero. E’ esperienza a tutti gli effetti, eccome!

Gli studenti hanno passato tempo non solo sui libri, ma anche in università. Sanno fare ricerca. Sanno tessere reti di contatti per avere appunti e dispense. Sanno sopravvivere con lavoretti, paghette, regali dei nonni e fanno economia su tutto. Sanno tempestare di mail relatori e professori. Sanno come raccogliere informazioni. Sanno fare vita sociale e conciliarla con lo studio. Sanno come muoversi agli happy hour, sia di lusso sia spartani. Sanno gestire orari più che flessibili. Sanno imparare. Sanno far credere agli esaminatori di sapere più di quanto hanno studiato. Sanno ottenere buoni voti. Sanno rispettare scadenze serrate. Sanno ridursi all’ultimo minuto.

Non sanno quanto gretta possa essere la vita in ufficio.

Forse è questo il motivo per cui i datori cercano lavoratori con esperienza?

I Figli di Pulcinella

I Figli di Pulcinella. Potete trovarli su:
http://www.facebook.com/figlidip?fref=ts

Sto creando un nuovo blog per scrivere di diritto ed economia del lavoro giovanile, che è il mio indirizzo di studio.

UYW – Urban Youth at Work: http://uyw.tumblr.com/

E’ ancora un work in progress, su una piattaforma che sto imparando a conoscere ed apprezzare. Questo rimarrà per tutto il resto. Magari togliendo la cravatta qua e spostandola di là!

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3 thoughts on “ESPERIENZA ZERO

  1. Pingback: Il mito della staffetta generazionale

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