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E’ ARRIVATO IL PLUTOCRATE!

Se il nome di Scott Walker non vi dice molto, è perché qua da noi lo conoscono ancora in pochi.

E se lo conosci? Lo eviti!

Nell’universo della politica (un po’ viscido), pensavo che fosse il lobbista, affascinante soprattutto da un punto di vista “scientifico”, il soggetto più interessante da studiare – alla debita distanza.
E forse ricorderete Grover Norquist, che ultimamente si sta facendo amare anche da noi.

Ecco, se avete voluto bene a quel ragazzo, allora apprezzerete sicuramente anche Scott, l’araldo della plutocrazia.

Plutocrazia“, comunque, è una parola che va spesa con cura.

Ricordiamo quanto Mussolini ci tenesse a far passare il sistema democratico come tale, ossia come un governo dei ricchi, del capitale. Visto il proliferare dei lobbisti, che, ricordo, sono gli addetti aziendali alla confezione di influenze su scelte politiche di governi e parlamenti, temo che lo spauracchio agitato dai fascisti stia tornando ad aggirarsi anche nel nostro secolo.

Secondo ilfattoquotidiano.it Scott, senatore repubblicano, sarebbe infatti stato eletto al governo del Wisconsin (stato che forse ricorderete per la serie di MTV “That ’70s Show“) una prima volta nell’autunno del 2010, salvo poi essere spodestato (negli U.S.A. si può!) con un’elezione di rigetto, la recall election, per aver smantellato il sistema dei sindacati, attaccato (e distrutto) la contrattazione collettiva, eliminato i diritti sindacali dei dipende ti pubblici e, fatto ancora più grave, fatto tutto ciò in nome dei “moneyed interests”, gli interessi di chi ha denaro.

Ma il vero abominio starebbe nel fatto che Scott ha potuto essere riconfermato (sì, l’hanno fatto!) grazie ad un voto sì democratico, ma sul quale pesa il “flusso incontrollato dei contributi elettorali (…) con somme quasi otto volte superiori (e per due terzi provenienti dal’esterno dello Stato) a quelle raccolte dai sindacati” – ottenute per altro grazie ad una decisione della Corte Suprema.
E’ noto che i politici sanno sempre ricambiare il favore a chi li ha finanziati…

Sono poi andato a sentire l’altra campana.

Secondo liberoquotidiano.it (che per una volta non parla delle pornoavventure della Tommasi o della Minetti) Walker è invece uno statista accorto che ha saputo resistere al ridicolo ostruzionismo del partito democratico e a dare un duro colpo ai privilegi del sindacato “the Big Labor“, il sindacato del lavoro pubblico (quindi sprecone e corrotto) a vantaggio degli onesti lavoratori privati. Nessun accenno al fatto che ciò vada anche a favore dei moneyed interests né della consistente somma di finanziamenti alla sua rielezione (non ancora avvenuta, è giusto dirlo, al momento in cui è stato scritto l’articolo).

Devo dire che mi trovo abbastanza d’accordo con il piano di ridisegno dei privilegi sindacali (quanto ne avremmo bisogno anche da noi…), ma le mie simpatie vanno alla descrizione di Scott Walker data da Il Fatto.
Non voglio essere allarmista, ma ragazzi come Scott sono in giro dappertutto, e occorre che qualcuno ce ne metta in guardia.
E va bene che paragonarlo a San Giorgio e a Joe McCarthy (quello del maccartismo) va un po’ al di là del comune senso del pericolo, però ci invita a riflettere: a chi diamo il nostro voto?

Al nostro paese? Alla nostra parte politica? Ai nostri interessi? O al tizio che ha fatto la campagna elettorale più simpatica?

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