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CONTRORACCONTO DELL’INCUBO- Cap.1

Non vi racconterò di lei.
Anzi, devo raccontarvi di lei. Di lei è del suo primo Incubo, perchè questa è una Testimonianza importante, e me ne rendo conto.
Forse anche lei ora sta testimoniando, non lo so, non lo posso sapere. Non posso sapere se e come questa Testimonianza vi giungerà, ma prima di parlare di cosa le è successo vorrei che la Commissione capisse chi era lei, e perchè lei e non un’altra -e forse nessun’altra, almeno nessuna di cui io abbia notizia- abbia reagito così al suo Incubo.
Non la vedo da mesi, da prima che le accadesse…ma ora so che è al sicuro, forse con altri Testimoni, forse con altri come lei, se ne esistono, ed è sapere che sta bene, solo questo che mi spinge a testimoniare.
Perchè lei quell’Incubo se lo è meritato, davvero. Non c’è nessuno al mondo che se lo meritasse di più.
Prendete la ventenne più bella che abbiate mai visto.
Coraggio, anche sapere che aspetto ha è importante. Magari c’è un nesso tra l’aspetto fisico e l’Incubo, chi può dirlo?
Ecco, lei era la ventenne più bella ecc ecc ecc…
Ma non si limitava a questo: aveva fascino. Quel fascino solo femminile che è fragile e sicuro allo stesso tempo, quel fascino che è profumo. E il suo profumo poteva ucciderti. 
Quando si metteva in testa che voleva divertirsi, non c’era niente che potesse fermarla. 
Era ancora più bella quando a una certa ora i suoi capelli si riprendevano la loro natura selvaggia e disordinata e le colava un po’ il trucco.
Era sarcastica, ma non fino al punto da sembrare cinica.
Il portamento, la sua aria ricercatamente disillusa e annoiata delle banalità, il suo modo di fare raffinatamente trasandato, la sua capacità di adattarsi a tutto senza sentirsi mai a suo agio, e mai del tutto a disagio…
Ora capite perchè era odiata.
Bene, questa era lei.
Era già passata all’ "essere stata" anche prima dell’Incubo, capitemi, l’Incubo era arrivato quando la sua vita era già troppo cambiata per poter essere stravolta ancora. E chissà se anche questo è un nesso: lui c’era, sia prima che dopo l’Incubo, se non l’hanno già capito, lo capiranno presto.
Ma questo, mi è stato detto che non sarò io a raccontarlo, ed alle loro regole mi attengo.
Insomma, tornate dalla vostra ragazza più bella che abbiate mai visto, aggiungetele il carattere che vi ho descritto, e fatele passare degli anni atroci.
Toglietele ogni curva femminile, ogni particella di carne, scavatele la pelle, rendetela sempre più stanca, fate al suo fisico quello che la vita le ha fatto all’anima, non risparmiatevi, siate violenti, datele le occhiaie, perchè ha perso il sonno, abbassatele il respiro per ogni sigaretta, fatela camminare piano, perchè ha lavorato tutto il giorno, e anche oggi ha fatto gli straordinari, continuate a renderla sempre più magra, cercate di farla sparire, come può sparire una lamina d’oro sottilissima se la guardate di lato, come può essere un osso di seppia, toglietele il sorriso finto che non riesce più a portare, strappatele un paio di certezze su cui si appoggiava, andate avanti, non fermatevi, perchè lei non si è fermata davanti a niente pur di riprendersi con i denti la sua indipendenza, la sua serenità, la sua casa, il suo spazio, la sua identità.
Fermatevi solo quando arriverete al punto in cui un altro grammo in meno, e non sarebbe più la ragazza bellissima che avevate in mente.
Ecco, lei è rimasta tale.
Potete riassumere il vostro racconto preferito, ma arriverete al punto in cui la trama non sarà più interessante. Potranno suonare un pezzo sempre più breve della vostra canzone, finchè le note non vi diranno più niente. Potrete togliere un po’ di colore al quadro che vi ha incantati quando avete deciso di appenderlo al muro fino al punto in cui non sarà altro che forme confuse e anonime: lei no.
Lei a quel punto non era ancora arrivata, e non ci sarebbe arrivata mai. 
Perchè, nella sua paradossale concezione della vita, era proprio per non arrivare mai a quel punto che ci si era avvicinata tanto.
Ed era diventata magrissima, quasi al limite, ma quasi, e quel quasi le aveva lasciato quella bellezza stranissima che distingue le persone trasparenti: l’aspetto che rispecchia veramente l’anima di una vita ridotta all’osso. 
Fumava.
Poi per tutto il resto, era "come prima più di prima", ma con una rassegnatezza serena e distante, che la rendeva snob e disperata allo stesso tempo, beata e maledetta, ossimorica e coerente, poetica e scontata a volte, ma mai volgare, di volgarità semplicemente non era capace.
Ecco perchè la odiavano tutti, tranne chi riusciva a capirla.
L’ho rivista poco prima dell’Incubo.
Era diversa da come me la ricordavo, ma certo, era cresciuta anche lei, sorrideva con quella decisa grazia che qualche anno prima magari non aveva, e sembrava contenta, se mai fosse stata capace di fare una cosa tanto contro la sua natura.
Quando decideva di intristirsi, niente poteva farle cambiare idea.
Ma non era malinconica, in quei giorni, era solo un po’ più stanca, ma di quella stanchezza che solo chi sa di aver raggiunto un risultato. Non chiedetemi quale.
Aveva cambiato profumo, e quando me ne sono accorto, quasi non la riconoscevo.

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